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Beneficenza

Questa pagina è dedicata ad appelli che hanno attirato la mia attenzione.

LE OPERE BENEFICHE DI ANTONIO DE CURTIS, IN ARTE TOTÒ

Totò lo avrebbe fatto!...

Tra le tante sue opere benefiche Totò aveva allestito e manteneva a proprie spese nelle vicinanze di Roma un canile che aveva voluto chiamare “Il rifugio dei poveri trovatelli” e circa 180 cani randagi, malati o feriti erano qui ospitati, curati e nutriti.

Quando i suoi impegni di lavoro glielo permettevano, spesso si faceva accompagnare dal suo autista a visitarli e dopo aver indossato un impermeabile che usava per la circostanza, si tratteneva a lungo a giocare con loro.

Una volta fu portato al canile un cane investito da un’auto; per le gravi lesioni alla colonna vertebrale riportate nell’incidente e la condizione di non poter più deambulare, il veterinario non vedeva altra soluzione se non l’abbattimento dell’animale.

Venuto a conoscenza dell’accaduto, Totò si oppose a questa decisione e fece approntare un’apparecchiatura dotata di ruote che, sorreggendo la parte posteriore del corpo, permetteva comunque all’animale di poter camminare.

Mosè (questo il nome datogli) visse ancora altri anni!

 

 

Mosè

 

 

Attualmente, alle falde del Vesuvio vicino Napoli, una signora con pochi mezzi e limitati aiuti economici, raccoglie dalla strada e dà rifugio a circa 150 cani abbandonati, randagi o feriti, curandoli ed accudendoli amorevolmente coadiuvata solo da poche persone sensibili come lei.

Nonostante la propria dedizione, le difficoltà per il loro mantenimento sono molte per le continue necessità di varia natura da affrontare quotidianamente (pasti, spese mediche ed altro).

Per la sua nobile, generosa, amorevole e disinteressata iniziativa, la signora Melina (è questo il suo nome) deve essere aiutata per poter assicurare un ricovero sicuro ed un pasto ai suoi amici a quattro zampe.

Per questo fine e con l’immaginario intento di dare la possibilità di  continuare a Totò di fare ancora in qualche maniera un’opera di beneficenza direttamente con qualcosa di “suo”, si propone l’acquisizione di un oggetto a lui appartenuto.

 

 

Il canile ha bisogno di aiuto...

 

Nello specifico trattasi di una bobina magnetica originale registrata nel 1963 con magnetofono Geloso G255 personalmente e privatamente a casa sua da Totò che recita le sue poesie “’A livella” – “Ninì Santoro” – “’E pezziente” ed uno stralcio de’ “Il progresso” con ripetute prove di dizione ed in cui le poesie stesse sono declamate anche con termini diversi da quelli pubblicati nei testi reperibili in commercio; inoltre, nella registrazione sono udibili i vari stacchi effettuati da Totò con i tasti del registratore.

Ulteriormente, è riprodotto anche una parte della trasmissione radiofonica “TuttoTotò” a cura di Rosalba Oletta andata in onda nello stesso anno contenente un brano tratto dal film “Siamo uomini o caporali”, la recitazione di Totò della sua poesia “Bianchina” e la canzone “Ischia” cantata da Giacomo Rondinella.

 

Bobina magnetica Geloso

 

Il nastro è stato registrato alla velocità di 4,75 cm/sec e la durata della registrazione è di circa 25 minuti.          

 

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